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DÓNDE

o della sintassi del linguaggio delle immagini


È uscito da poco un libro particolare. Non è un fotolibro, non è un saggio, forse è tutte e due le cose. Si tratta di DÓNDE, un libro di Ramón Zabalza, di cui tempo fa avevamo segnalato l'uscita di Bos Taurus.
Ramón Zabalza, spagnolo, inizia a fotografare tardi, Laureato in giurisprudenza (Madrid 1960), studi in economia e antropologia a Madrid e a Parigi (1961- 1970), dal 1968 al 1973 insegna antropologia sociale ed economica alla Universidad Complutense de Madrid. Inizia a fotografare nel '73. Dal '96 ad oggi pubblica quattro libri: IMÁGENES GITANASAQUA SANAPrestige 42º15’N - 12º08’W, BOS TAURUS.

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Oggi arriva il quinto: DÓNDE che, come dicevamo, è a metà tra il saggio sul linguaggio della fotografia e la raccolta di fotografie.

Lasciamo la parola all'autore per descriverci questo libro:

La fotografia è un mezzo espressivo che influenza decisamente la percezione visiva e può sostituire l'osservazione diretta della realtà con tecniche che la semplificano o la drammatizzano. Il disegno, la pittura e l'incisione competono con essa nel comprimere la tridimensionalità della realtà in una superficie bidimensionale, ma la fotografia conta su tecniche migliori per farlo. DÓNDE è un libro progettato con il doppio proposito di osservare la realtà territoriale attraverso la rappresentazione fotografica delle sue montagne, deserti, alberi, coste e fiumi, e di proporre una riflessione sul mezzo che la rende possibile: la fotografia.

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DÓNDE è peculiare per due ragioni. La prima perché nel libro si studiano concetti della sintassi dell'immagine come il punto, la linea, il piano, il volume e il movimento e si illustrano fotograficamente alcuni degli strumenti propri di questa sintassi: sequenze, zoom, collage, frattali, mosaici, simmetrie e ridondanze per gettar luce sull'opacità delle immagini fotografiche.

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L'altra singolarità di questo libro è aver scelto il concetto di "territorio" invece che di "paesaggio" per esporre le idee e le fotografie che lo compongono. E questo perché la conoscenza e la tecnologia, che operano oggi ovunque nel mondo, relegano ad un secondo piano intimista la nozione di "paesaggio" e reclamano quella più oggettiva di "territorio" per organizzare la loro diversità. In accordo  con questa esigenza, ma senza trascurare la qualità formale ed estetica delle sue fotografie, DÓNDE struttura il territorio in dieci caratteristiche morfologiche di ispirazione geografica: immaginarie, geologiche, meteo, desertiche, orografiche, costiere, fluviali, arboree, chiaroscurali e umane.

Insomma, DÓNDE non è un libro convenzionale di paesaggi bensì un saggio misto di concetti, fotografie ed esperienze  per lettori interessati a prendere una miglior posizione nei confronti della realtà territoriale e dell'incerto futuro della creazione e della pratica fotografica.

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Dalla quarta di copertina

La materia prima narrativa di DÓNDE è un racconto multiforme, paradossale e ambiguo dell'habitat della specie umana. Paradossale poiché rappresenta con un medium bidimensionale, la fotografia, ed uno astratto, la scrittura,  la tridimensionalità delle irregolarità, delle cavità, dei rilievi. Ambiguo ma non neutro, perché l'uso della fotografia offre una rappresentazione equidistante tra la denuncia e il godimento estetico. Questa alchimia di etica, estetica e astrazione fornisce una prospettiva innovativa e comunicabile del territorio. DÓNDE non è propriamente un libro di paesaggi, ma un ibrido di fotografie e testi in cerca di lettori a cui interessa il passato e il futuro delle relazioni con il territorio.

Le mediazioni tecniche condizionano la percezione visiva e sostituiscono l'osservazione diretta della realtà con concetti e modelli che la semplificano e la drammatizzano. La fotografia, una di queste mediazioni, offre il maggior numero di opzioni e prospettive  per comprendere la realtà grazie alla sua capacità straordinaria di ridurre il tridimensionale al bidimensionale. Queste fotografie affrontano la sfida di rappresentare nelle pagine di un libro deserti, montagne, alberi, fiumi e costruzioni umane al fine di migliorarne la conoscenza e convertirla in godimento estetico.

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DÓNDE ricorre alla fruttuosa interazione tra testo e immagine illustrando fotograficamente gli elementi di base della sintassi visiva - punto, linea, piano, volume e movimento - come gli strumenti dinamizzatori dell'immagine fissa - sequenze, zoom, frattali, cambi di scala e ridondanze -. Queste incursioni nella teoria visiva finiscono per fotografare dualità come instabilità-equilibrio, determinazione-indeterminatezza, complessità-semplicità, tensione-calma o precisione-ambiguità. Questo scambio permanente tra l'astratto e il concreto nell'ambito del visivo si completa nella seconda parte del libro con un inventario che divide il territorio in morfologie di carattere antropologico e geografico. In breve, l'obbiettivo di DÓNDE è dimostrare che certi modi di fotografare possono aiutare a comprendere e narrare la caleidoscopica diversità del territorio.

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Sommario

INTRODUZIONE
I - VISUALIZZAZIONE E FOTOGRAFIA
  - Pulsione scopica, potere scenico e vuoto
  - Rappresentazione e fotografia:
      Concetti
      Dinamizzazioni
      Dualità
II - PESAGGI E MORFOLOGIE
   - Spazio, Paesaggio e Territorio
   - Morfologie geografiche:
      Immaginarie
      Geologiche
      Meteo
      Desertiche
      Fluviali
      Costiere
      Arboree
      Chiaroscurali
      Umane
III - LETTURA E NARRAZIONE
    - Lettura e significato
    - Narrazione e intellegibilità
    - Fotografia e testo
IDENTIFICAZIONE DELLE FOTOGRAFIE
BIBLIOGRAFIA

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Pagine 72-73

La simmetria, cioè l'equilibrio funzionale tra le due parti di una struttura, è indizio di buon funzionamento del sistema. Ma questo apprezzamento, valido per le strutture vive, è decisamente carente nell'ambito della creatività poiché, in ambito artistico, l'equilibrio denota stabilità e funzionalità ma non immaginazione. L'equilibrio annulla il rischio inerente la creazione e deve essere applicato in funzione del rapporto aureo che dirige l'attenzione alla linea dei due terzi e non al centro del fotogramma.

- Le dualità
La rappresentazione iconica di nozioni astratte è un passo in più verso la comprensione del territorio. Lo sforzo è doppiamente rischioso per la difficoltà di relazionare idee e realtà fisiche e per la selezione dei concetti più idonei a tal fine. La trasparenza e la simmetria, per esempio, sono facili da illustrare perché intuitive e già presenti nella mente, nel corpo ed in altre strutture naturali e sociali. Al contrario, rappresentare idee, sentimenti  e astrazioni mette a dura prova tanto l'ingegno e la cultura dell'autore quanto la perspicacia e l'immaginazione del lettore. Ciononostante DÓNDE assume il rischio e a titolo di esempio propone la iconizzazione di nozioni antagoniste come:
- instabilità/equilibrio (página ...)
- determinazione/indeterminatezza (página ...)
- calma/tensione (página ...)
- complessità/semplicità (página ...)

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DÓNDE - Ramón Zabalza - ediciones asimétricas

www.ramonzabalza.com

traduzione google

 

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minima photographica cura la promozione e lo studio del linguaggio della fotografia

 

la fotografia

La fotografia è l’annuncio di qualcosa di nuovo che sta arrivando, qualcosa che non si porrà più il problema di essere consacrato come artistico.
Essa si trova ad essere l’ultima delle forme di espressione dotata di corpo tangibile.
La fotografia è il primo passo per la distruzione del’oggetto artistico attraverso la moltiplicazione, la dispersione (i giornali, i libri ecc.) fino all’immagine elettronica che non ha corpo.