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Circa venti anni fa l'arrivo sulla
scena della fotografia digitale annunciava la morte della fotografia dopo i
primi 150 anni di "un'età dell'innocenza".
Naturalmente non si trattava di innocenza. La fotografia nei
primi 150 anni è stata artefice del propria trasformazione, ha sperimentato la
propria reinvenzione tecnologica continua, prefigurando la propria rinascita
nell'era digitale in un cambiamento ancor'oggi incessante.
Certo la trasformazione più importante è stata quella del mezzo.
Dalla macchina si è passati al computer, ma anche l'apparato critico ha visto
recentemente una notevole trasformazione. Negli ultimi anni la teoria
fotografica si è evoluta, ha preso in prestito nuovi modelli di analisi da altre
discipline (semiologia, sociologia, antropologia, filosofia, psicanalisi,
critica d'arte ecc.).
Questa rincorsa del mezzo da parte dell'apparato critico sembra
oggi affannata, sembra che questo non riesca a tener dietro alla trasformazione
continua.
Una cosa è certa: c'è oggi più varietà di generi di fotografia
che mai prima.
Un esempio di queste fotografie è quella "cellulare". La fotografia con il
telefono cellulare sembra dotarsi di un apparato del tutto nuovo e innovativo
rispetto a qualsiasi tipo di fotografia precedente. Sicuramente la Nokia ha
messo in pochi anni più fotocamere nelle mani della gente di quanto abbia fatto
Kodak in decenni.
La biometrica (secondo esempio) sembra il
passaggio da un'automazione dello scatto ad un'automazione dello sguardo. E non
solo la biometrica ma anche certi automatismi di softwares che consentono di
catalogare e richiamare sullo schermo immagini in base al riconoscimento di
colori, forme ecc.
"Photographies costruirà una nuova agenda per la teorizzazione del
fotografico, che sia attenta ai contesti mutevoli della fotografia e alla
quantità e diversità dei siti di produzione, riproduzione e consumo delle
immagini. Cercherà la diversità dei focus alimentando una vasta gamma di temi,
metodologie e contesti di esplorazione."
Nel n° 1:
A LIFE MORE PHOTOGRAPHIC
di Daniel Rubinstein e Katrina Sluis
22 anni dopo l'arrivo della prima fotocamera digitale di consumo,
la cultura occidentale è ora caratterizzata dall'ubiquità della fotografia. La
scomparsa della fotocamera dentro il cellulare dà l'impressione che anche il più
banale momento della giornata può diventare un punto di rêverie fotografica.
La diffusione sempre maggiore di computer e banda larga ha favorito la
trasmissione di queste immagini trasformando lo scatto fotografico da
print-oriented a trasmission-oriented.
REMEDIATIONS
di Gail Baylis
Questo studio avanza delle previsioni circa
gli effetti delle tecnologie digitali attraverso la rivisitazione dei dibattiti
animati che accompagnarono l'affermarsi della fotografia a livello popolare nel
19° secolo. Attraverso il case study del fotografo vittoriano Hugh Annesley, ci
parla dell'importanza di individuare le pratiche fotografiche all'interno dei
contesti culturali e storici specifici.
ARCHIVAL VALUE
di Nina Lager Vestberg
In linea con il recente orientamento negli
studi fotografici, questo articolo propone una riconsiderazione di due dei suoi
temi più importanti: l'indice e l'archivio. Esso prefigura una nuova prospettiva
per l'esperienza dell'archivio fisico sempre più minacciato dai data base di
immagini digitali.
BLESSED BE THE PHOTOGRAPH
di Juha Suonpää
Una foto più un saggio. Esplora la coreografia del turismo, in
particolare le "disposizioni" del visitatore a Nordkapp (il punto più a nord
della Norvegia).
TRAUMATIC IMAGES
di Jessica Catherine Lieberman
Questo articolo esplora le analogie tra la struttura del trauma
psichico e quella dell'immagine fotografica. Come l'esperienza traumatica le
fotografie sono dislocate altrove rispetto alla realtà del referente.
Analogamente ad un trauma, il problema è non tanto l'inaccessibilità dell'evento
originale, quanto la storia delle interpretazioni.
DIGITAL IMAGING GOES TO WAR
di André Gunthert
Le foto di Abu Ghraib sono le prime immagini digitali ad essere
diventate tra le più celebrate icone del nostro tempo. Questo articolo è
dedicato alla prima diffusione di queste foto.
PHOTOGRAPHIES
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