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il Parco di Villa il Ventaglio, il video

foto di Dario Palomba

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Un video in forma di slideshow delle fotografie della galleria il Parco di Villa il Ventaglio
Musica: Giuseppe Verdi, La Traviata - Ouverture
esegue St.Petersburg Festival Symphony Orchestra

Documentata per la prima volta nel 1427 come semplice "casa da oste", apparteneva a Lippaccio e Giovanni Brancacci, esponenti della medesima famiglia fiorentina che commissionò a Masaccio gli affreschi della famosa cappella del Carmine di Firenze. Situata sulla Collina delle Forbici, poteva offrire l'opportunità di una sosta ai fedeli che da Porta a Pinti si recavano a San Domenico a Fiesole. La proprietà passò ai Salvetti (...), ai Bardi, agli Usimbardi e infine alla Compagnia di San Michele, che la affittò ai Torrigiani. A quest'ultima famiglia si deve la costruzione del secondo piano della Villa.
Dopo ulteriori cambi di proprietà, la Villa fu infine venduta nel 1824 al conte milanese Giuseppe Archinto (1783 - 1861), che ne commissionò la ristrutturazione a Giuseppe Poggi (1811 - 1901). I lavori iniziarono nel 1839. Il celebre architetto fiorentino ridisegnò l'edificio in stile neoclassico. (...)
Importante famiglia milanese di origine medievale, gli Archinto costruirono la loro fortuna politica ed economica soprattutto tra Cinque e Seicento, al tempo della dominazione spagnola del Ducato di Milano. Nel corso del Settecento, con l'avvento degli Asburgo, la potenza politica diminuì, ma non il prestigio sociale ed economico. (...)
Giuseppe condusse una vita sfarzosa, al di sopra delle proprie possibilità - che pure erano ingenti. (...) Alla sua morte lasciò enormi debiti al suo erede, il figlio maggiore Luigi, che dovette vendere Villa il Ventaglio e il suo Parco nel 1862.
(...) Lo Stato italiano nel 1969 acquistò il Parco e la Villa per il loro valore storico e paesaggistico. L'ultimo proprietario che fece della Villa la sua residenza principale, fino alla morte nel 1964, fu un pronipote di Aristide Castelli, che l'aveva acquistata nel 1862 dal figlio di Giuseppe Archinto, a cui si deve l'aspetto attuale della Villa e la realizzazione del suo Parco. (...)
Nel corso degli anni '70 del Novecento, la Villa fu restaurata e successivamente, fra il 1983 e il 1985, si procedette ad un radicale recupero del Parco per riportarlo all'aspetto originario ottocentesco. Il Parco fu aperto al pubblico nel settembre del 1985, sotto la tutela e la gestione dell'allora Ministero dei beni culturali e ambientali.

Il Parco
Si estende su un fianco della Collina delle Forbici per circa cinque ettari. Nacque per volontà del conte Giuseppe Archinto, proprietario di Villa il Ventaglio dal 1824, per ottenere un viale carrozzabile che consentisse una risalita dolce e panoramica del pendio, permettendo un accesso alla Villa più agevole ed esclusivo rispetto alla ripida via delle Forbici.
Il progetto di questo incantevole parco romantico all'inglese si deve all'architetto Giuseppe Poggi. Gli sbancamenti del terreno avvennero tra il 1851 e il 1856; successivamente furono piantati gli alberi (tigli, olmi, ippocastani, bagolari), creando scorci e prospettive tramite il contrasto tra le grandi masse arboree e le ampie superfici a prato, sottolineando così i valori paesaggistici del luogo e le spettacolari vedute sulla città. Questi aspetti, insieme all'andamento serpeggiante del vialone e alla scelta delle piante, costituiscono un'anticipazione del viale dei Colli, progettato dallo stesso architetto al tempo del trasferimento della capitale del Regno d'Italia a Firenze nel 1865.
L'ingresso al Parco è caratterizzato dal Pratone e dal pittoresco laghetto, con al centro un ponticello che collega la piccola isola a un lembo di terra dominato da due grandi piante di spirea, sulle cui fioriture bianche, in primavera, spicca il rosso dei fiori del cotogno giapponese.

(Dai tanti cartelli che si trovano all'interno del Parco)

(Queste foto non sono in vendita)

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La fotografia è l’annuncio di qualcosa di nuovo che sta arrivando, qualcosa che non si porrà più il problema di essere consacrato come artistico.
Essa si trova ad essere l’ultima delle forme di espressione dotata di corpo tangibile.
La fotografia è il primo passo per la distruzione del’oggetto artistico attraverso la moltiplicazione, la dispersione (i giornali, i libri ecc.) fino all’immagine elettronica che non ha corpo.